Spiegazione
della
Santa Messa
di
Dom Prosper Guéranger O.S.B
Abate di Solesmes (1805-1875)
XXXVI - AGNUS DEI
Dopo aver compiuto questa
mescolanza del Corpo col Sangue, il sacerdote s'inchina dinanzi al Santissimo Sacramento
e, congiungendo le mani, ricorda la parola di san Giovanni Battista dicendo: Agnus
Dei, qui tollis peccata mundi: miserere nobis. Niente di più pertinente
di queste parole. La Chiesa, infatti, va ricercando ovunque le cose più belle
e adeguate per formare con esse, nell'augusto Sacrificio, un tutt'uno perfetto ed
armonico. Prende dagli Angeli il sublime cantico ch'essi in cielo fan risuonar incessantemente,
ed esclama: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Poi aggiunge il
grido dei fanciulli Ebrei: Benedictus qui venit in nomine Domini. Ora dice
col Precursore: Agnus Dei, poiché realmente in questo momento Nostro
Signore è l'Agnello immolato. La Chiesa dunque supplica per due volte questo
divino Agnello, che ha preso su di sé i nostri peccati, d'aver pietà
di noi: miserere nobis. La terza volta aggiunge: Dona nobis pacem,
perché l'Eucaristia, come abbiamo già detto, è il Sacramento
della pace, per il quale tutti i fedeli si trovano riuniti.
Nelle Messe dei defunti, invece di miserere nobis, si dice: dona eis requiem,
e la terza volta si aggiunge sempiternam, per esprimere chiaramente il carattere
di quanto chiediamo per le anime dei fedeli trapassati: non domandiamo per esse l'unione
nella pace, ma il riposo nella pace eterna.