Spiegazione
della
Santa Messa
di
Dom Prosper Guéranger O.S.B
Abate di Solesmes (1805-1875)
XVIII - ORATE, FRATRES
II sacerdote, dopo aver
baciato l'altare, si volta verso il popolo e lo saluta dicendo: Orate, fratres:
ut meum ac vestrum sacrificium acceptabile fiat apud Deum Patrem omnipotentem,
"Pregate, fratelli, perché il mio sacrificio, che è anche il vostro,
sia accetto a Dio Pa?dre onnipotente".
È una specie di congedo che il sacerdote rivolge al popolo, per?ché
non si volterà più verso di esso finché il Sacrificio non sia
stato consumato. Ma questa non è la formula ordinaria di congedo; infatti
prima di salire all'altare, il sacerdote aveva detto semplicemente: Dominus vobiscum.
Qui si raccomanda alle preghiere dei fedeli, af?finchè questo Sacrificio,
che appartiene al sacerdote e ai fedeli, sia gradito a Dio. Il Sacrificio è
del sacerdote, perché egli ne è l'agente; è dei fedeli, perché
Gesù Cristo lo ha istituito a loro profitto: ecco perché il sacerdote
si sofferma a lungo sulle parole: meum ac vestrum sacrìficium, "il
mio sacrificio, che è anche il vostro".
Per questa stessa ragione il sacerdote richiama l'attenzione dei fedeli, invitandoli
a stare sempre più attenti. Essi non devono dimen?ticare che hanno la loro
parte nel sacerdozio, come afferma san Pietro chiamando i fedeli "sacerdozio
regale", regale sacerdotium (1 Pt 2,9), perché sono cristiani.
Essi, infatti, vengono da Cristo, so?no di Cristo, sono stati unti e, per il battesimo,
sono divenuti altret?tanti "cristi"; bisogna, di conseguenza ch'essi possano
offrire il santo Sacrificio in unione al sacerdote.
Così, a questo invito del sacerdote, rispondono con grande ef?fusione: Suscipiat
Dominus sacrìficium de manibus tuis ad laudem, et glorìam nominis sui
ad utilitatem quoque nostram, totiusque Ecclesiae suae sanctae, "Riceva
il Signore il sacrificio dalle tue mani, a lode e gloria del suo nome, per la nostra
utilità e per quella di tutta la sua santa Chiesa". Il Messale porta
tra parentesi la parola meis in?vece di tuis, qualora il sacerdote
fosse obbligato a supplire all'as?senza o all'ignoranza di chi gli serve la Messa.
Dopo aver dato al sacerdote questa risposta, i fedeli devono pensare che non vedranno
più il suo volto finché il Signore stesso non sia disceso sull'altare.
La sua stessa voce si farà udire una sola volta, per la grande e magnifica
preghiera di ringraziamento, ossia il Prefazio.
Ma prima di quel momento il sacerdote raccoglie i voti dei fedeli in un'orazione
che dice a bassa voce e che per tale ragione sì chiama Secreta. Poiché
prega in silenzio, non fa precedere la sua preghiera dalla parola Oremus, "preghiamo",
perché non invita i fe?deli a pregare con lui. Negli antichi Sacramentari,
come quello di san Gregorio, per esempio, quest'orazione era indicata come Oratio
super oblata.