Spiegazione
della
Santa Messa
di
Dom Prosper Guéranger O.S.B
Abate di Solesmes (1805-1875)
VIII - EPISTOLA
Dopo la colletta, e le
altre orazioni che spesso si aggiungono sotto il nome di commemorazioni, si legge
l'Epistola che è quasi sempre un passo delle Lettere degli Apostoli,
ma talvolta è anche un brano d'un altro libro della Sacra Scrittura.
L'uso di legger una sola Epistola non risale ai primordi della Chiesa, benché
rimonti a quasi mille anni fa. Nei primi secoli si leggeva prima una lettura dell'Antico
Testamento, a cui seguiva un passo degli scritti degli Apostoli. Attualmente alla
Messa si legge solo l'Epistola, ad eccezione delle Quattro Tempore
e di alcuni giorni feriali. L'uso di leggere passi dell'Antico Testamento prima dell'Epistola
è scomparso quando è stato composto il Messale oggi in uso, che contiene
tutto ciò che si dice e si canta nella Messa, e che per questo è chiamato
Messale completo (o plenario) (7). Il Messale antico o Sacramentario conteneva,
come abbiamo già detto, soltanto le orazioni, i prefazi e il Canone; per tutto
il resto si usavano líantifonario, la bibbia e un evangeliario. Molto abbiamo perduto
nel cambio, perché ciascuna Messa aveva il suo Prefazio proprio, ed oggi tali
brani liturgici sono ridotti ad un numero insignificante.
Il medesimo procedimento si seguiva per la recita dell'Ufficio divino, poiché
non v'era ancora il Breviario, sicché bisognava servirsi del salterio, dell'innario,
della bibbia, del passionale, nel quale si leggevano gli atti dei Santi, e
dell'omiliario, che conteneva i discorsi dei santi Padri.
Per lungo tempo e per privilegio speciale s'è conservato l'uso di leggere
due Epistole nella Messa della prima domenica dell'Avvento, ma attualmente se ne
legge solo una. L'Ufficio di questa domenica è stato redatto con grande cura
e rappresenta, più fedelmente della maggior parte degli altri Uffici, gli
usi antichi; così, quantunque semidoppio (8), mai gli si assegnarono i suffragi,
pratica, questa, che si osserva sino all'Epifania. L'origine dei suffragi non può
esser antecedente al sec. XI, poiché prima non esistevano.
Come abbiamo veduto, nella celebrazione del santo Sacrificio tutto procede con ordine:
il sacerdote ha esposto da principio le domande ed espresso i voti e i desideri dei
fedeli; la santa Chiesa ha parlato per bocca del suo ministro. Tra poco ascolteremo
le parole del Maestro nel Vangelo. Ma la santa Chiesa vuole prepararci a quest'atto,
facendoci prima udire la parola del suo servo, per questo pone prima l'Epistola,
passando in tal modo dal Profeta, o dall'Apostolo, al Signore stesso.
NOTE
7) L'organizzazione
degli antichi Sacramentari sfocia nel Medioevo nel cosiddetto Missale plenum
(o plenario o, più esattamente, Missale completum), ossia in
quel testo che riunisce tutti gli elementi propri della celebrazione (antifone, orazioni,
letture, sequenze, ecc.). I primi saggi di tali Messali plenari s'incontrano nella
seconda metà del IX secolo nell'area liturgica dell'Italia centrale e di Benevento.
Essi però divennero d'uso comune solo nel XII secolo.
8) Circa i "suffragi", il RIGHETTI osserva che «Fin dal sec.
XI, a Cluny, chiamavansi Suffragia Sanctorum le preghiere d'intercessione
solite a rivolgersi ad alcuni determinati Santi, al termine delle Ore principali
dell'Ufficio, Mattutino, Lodi e Vespro. A Roma si dicevano Commemorationes. Appartenevano
alla serie di quei formulari extra ufficiali che, insensibilmente, dopo il sec. IX,
si sovrapposero all'Ufficio quotidiano. [...]. I libri romani dei sec. XI-XII e poi
il Breviario della Curia portavano molte e svariate commemorazioni di Santi. Pio
V le ridusse a quattro: Santa Croce, Beata Vergine, Ss. Pietro e Paolo, de pace;
Pio IX nel 1871 vi aggiunse quella di san Giuseppe. La riforma di Pio X ne ammise
due soltanto: quella della SS. Vergine associata a tutti i Santi, e quella de Cruce
durante il tempo pasquale. [...]. Tutte le Commemorazioni predette vennero soppresse
da Pio XII col Decreto del 1955 circa la semplificazione delle rubriche»: op.
cit., vol. II, Milano 1969, p. 788. Circa l'Ufficio "semidoppio", va notato
che Giovanni XXIII ha trasformato l'antica divisione dei giorni in: domeniche di
I e II classe, ottave di I e II classe, Feste di I, II e III classe, Ferie di I,
II, III e IV classe, Vigilie di I, II e III classe, apportando tante altre modifiche
atte a rendere più fruibile il modo di ordinare i singoli giorni, le Decorrenze
e le concorrenze, ecc.