Spiegazione
della
Santa Messa
di
Dom Prosper Guéranger O.S.B
Abate di Solesmes (1805-1875)
V - KYRIE
Segue il
Kyrie che, nelle Messe cantate, il sacerdote deve recitar al lato dell'altare,
dove ha già letto l'Introito; è accompagnato dai suoi ministri che
non vanno in mezzo all'altare se non quando vi si reca il sacerdote, disponendosi
dietro di lui sui differenti gradini. Nelle Messe basse il sacerdote dice il Kyrie
nel mezzo dell'altare.
Questa preghiera è un grido col quale la santa Chiesa invoca le tre Persone
della Santissima Trinità. Le prime tre invocazioni si rivolgono al Padre,
che è Signore: Kyrie, eleison; le tre seguenti s'indirizzano al Figlio
incarnato, cioè a Cristo, e perciò si dice: Christe, eleison;
infine le ultime tre si rivolgono allo Spirito Santo, che col Padre e col Figlio
è Signore, e perciò si ripete: Kyrie, eleison, "Signore,
abbi pietà". Il Figlio è ugualmente Signore col Padre e con lo
Spirito Santo, ma la santa Chiesa parlando di Lui adopera la parola "Cristo",
Christe, per la relazione di questo termine con l'Incarnazione.
Il coro canta questi Kyrie mentre il sacerdote li recita. Un tempo si erano
aggiunte alcune parole alla melodia di queste diverse invocazioni, come ancora si
vede nel Messale della Diocesi di Le Mans del 1705. Il Messale di san Pio V ha fatto
cadere quasi ovunque l'uso di questi Kyrie detti infarciti (3).
Nella Messa papale si cantavano innumerevoli Kyrie durante tutto il tempo in cui
i cardinali prestavano pubblicamente obbedienza al Papa (4); ma ciò costituiva
una vera eccezione.
La ripetizione delle tre invocazioni per ben tre volte, come vuole attualmente la
Liturgia, ci mostra la relazione che esiste quaggiù con i nove cori degli
Angeli che cantano in cielo la gloria dell'Altissimo. Quest'unione con gli Angeli
ci prepara al cantico del Gloria che segue: cantico angelico portato sulla terra
da quegli spiriti beati.
NOTE
3) Erano detti
"infarciti" per esser un miscuglio di lingua latina e volgare. Nel Medioevo
s'iniziarono ad aggiungere altre parole al testo (i cosiddetti tropi). I nomi dati
alle Messe ci ricordano ancora tale pratica: Kyrie Rex Genitor (Messa VI),
Orbis factor (XI), ecc. Talvolta questi tropi erano composti di latino e greco:
"Deus creator omnium, tu Theos ymon nostri pie, eleyson" (Messale Sarum).
L'uso di testi infarciti fu abolito dalla riforma di san Pio V. Cf. Rev. Dr. ADRIAN
FORTESCUE, The Mass: A Study ofthe Roman Liturgy, Loreto Publications 2003.
4) Prima della riforma liturgica degli anni '70, il Papa celebrava pontificalmente
la Santa Messa solo tre volte l'anno, a Natale, a Pasqua e nella festa dei Ss. Pietro
e Paolo Apostoli (29 giugno), mentre nelle altre festività si limitava ad
assistere al Sacrificio Eucaristico celebrato da qualche cardinale o prelato. Durante
le tre Messe annuali i cardinali promettevano obbedienza al Papa.